L'istruzione è stata da sempre segno della libertà e della dignità della
persona umana, in particolare per le donne escluse da questo diritto per molti
secoli. Agli inizi del Novecento, quasi la metà degli italiani era analfabeta e
la percentuale delle donne era ancora più alta.
Per arginare questo fenomeno e diffondere
l'istruzione, un esercito di maestre,
diffuse capillarmente anche nei più sperduti paesi e villaggi, si adoperò con
zelo e abnegazione insegnando a scrivere, leggere e far di conto. Nel secondo
dopoguerra la situazione era decisamente migliorata, anche se nel 1951 si
contavano ancora 13 analfabeti su 100; d'altra parte le ripetenze e gli
abbandoni nella scuola elementare raggiungevano punte molto alte. In questo
periodo, a Toritto fu istituita la scuola serale per offrire a tutti
l'opportunità di ottenere la licenza elementare: i corsi erano di tipo A, B e
C. Il primo assicurava l'istruzione per i primi due anni di scuola elementare
ed era destinato agli analfabeti, il secondo comprendeva il segmento fino al
conseguimento della licenza elementare, il terzo permetteva un perfezionamento
della licenza elementare. I corsi serali erano molto seguiti dalle ragazze,
sollecitate alla frequenza dalle stesse maestre che cercavano di convincerle
alla ripresa degli studi interrotti alcuni anni prima. Queste ragazze, in
genere provenienti da famiglie modeste, cercavano così di scrollarsi il senso
di fallimento, coltivando nello stesso tempo la speranza di ottenere, con
l'istruzione, un lavoro più qualificato. La scuola che qualche anno prima li
aveva rifiutati, cercava di favorire la formazione di una coscienza sociale e
civile. Incominciavano i mitici anni '60 e queste donne intuivano che non
potevano seguitare a occuparsi soltanto di
sorelline e fratellini più picc oli o dedicarsi al lavoro stagionale
delle mandorle e olive. Forse non ne avevano coscienza, come le fortunate
coetanee che studiavano nelle scuole superiori a Bari, ma intuivano che era in
atto un radicale cambiamento: una nuova concezione di sé, svincolata da una
posizione complementare nei confronti degli uomini.
Abbiamo rivolto una serie di domande a una
signora che ha frequentato il corso serale nell'anno scolastico 1960-61. A quel tempo la signora
F.N. aveva quindici anni e conserva un ricordo vago, ma piacevole delle ore
pomeridiane trascorse tra i banchi; la lezione durava due ore, dalle 18 alle 20
circa. La sua classe era formata da dodici ragazze, quasi tutte coetanee
allegre e spensierate, che si applicavano con serietà a questo studio tardivo,
ma fruttuoso. La maestra, molto apprezzata per la sua professionalità,
proponeva la risoluzione di conticini e problemi, sollecitava la lettura,
assegnava i compiti. Molte facevano fatica a seguire e leggevano stentatamente,
ma si sforzavano di raggiungere l'obiettivo: il conseguimento della licenza
elementare. Sembra trascorso un secolo da questa classe proposta in fotografia!
Anche a Toritto, come nel resto dell'Italia, il mondo stava cambiando. Nel 1962
la legge che introdusse otto anni di istruzione obbligatoria mutò completamente
la scuola e la società italiana, poichè la maggioranza dei nuovi alunni era
costituita da ragazze. Da allora la presenza delle donne nel campo
dell'istruzione è aumentata sempre più tanto che, secondo dati recenti, il
numero delle donne laureate è più alto di quello dei colleghi uomini.
L'emancipazione femminile
Breve storia dell'emancipazione femmnile in Italia
L'articolo è pubblicato sul numero di marzo 2007 de "L'incontro"
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