Scheda n°2 dell'anno associatico 2010/2011 elaborata dall’ambito culturale e socio-politico del Settore Adulti è intitolata “D’Italia, fratelli?”. In un tempo in cui sempre più forti sono le tendenze autonomistiche e individualistiche, il 150° anniversario dell’unità nazionale può diventare un’occasione propizia per riflettere sull’importanza dell’unità e dell’identità nazionale italiana, che riguarda tutti i cittadini e coinvolge anche la comunità cristiana, sia per la sua presenza nel tessuto della società civile, sia per l’impegno culturale ed educativo al quale essa si sente chiamata, impegno al quale anche l’AC intende offrire un particolare contributo.
In seguito alcuni passi significativi...
Proprio i risultati della ricerca storica più seria pongono oggi in migliore evidenza il contributo dei cattolici alla storia italiana e alla costruzione dell’identità nazionale: esso già nell’800 e lungo tutto il ‘900 è stato profondo e a tratti determinante. Infatti, pur proponendosi in forme diverse e sostenendo differenti scelte politiche e sociali, sia la comunità cristiana in quanto tale, sia i cattolici attraverso le forme dell’associazionismo laicale, culturale ed educativo, economico sindacale e politico hanno svolto un ruolo essenziale nella formazione della coscienza civile e dell’identità culturale italiana. Senza dimenticare tutti quei cattolici, laici e sacerdoti, che hanno rischiato e sovente sacrificato la vita per la causa della libertà, in particolare nell’opposizione al fascismo e nella lotta di Resistenza … La scarsa conoscenza di questa storia è certo un motivo anche per i cattolici di una certa debolezza nel senso di appartenenza a questa identità. Dice ancora il card. Bagnasco: “una matura coscienza storica è una condizione essenziale per la ricerca della concordia e per la responsabilità per il servizio al bene comune del Paese ... È per questa nobile ragione, e non per conformismo, che ci lasciamo interpellare da un anniversario come quello dell’unità”. C’è infatti un rapporto profondo tra coscienza storica e impegno per il futuro: Il fare memoria critica della storia non esaurisce certo il nostro impegno, ma contribuisce a predisporci all’opera di un futuro da condividere, che è opera cui la Chiesa è chiamata in quanto segno e strumento, allo stesso tempo, «dell’intima unione con Dio» e «dell’unità del genere umano».Per questo occorre che i cittadini, le istituzioni, le forze sociali politiche e culturali si riprendano questo compito e questa responsabilità di “costruire identità” adeguate ad affrontare le esigenze dei nostri tempi. In questa prospettiva anche la comunità cristiana e in essa l’AC è nuovamente chiamata, come in frangenti passati, a fornire un contributo: l’impegno civile di fronte alle sfide della stagione che stiamo vivendo è un modo concreto e necessario per servire il bene comune: il terreno della costruzione dell’identità è parte integrante e decisiva di quella “sfida educativa” che costituisce la prospettiva assunta dalla chiesa italiana per i prossimi anni. In particolare come cittadini e come cristiani possiamo sottolineare alcuni aspetti decisivi:
- la costruzione di un senso di comunità, superando la visione individualistica oggi tanto diffusa ma inadeguata, per recuperare il valore della “persona in comunità”
- la visione della politica come “amicizia civica” che, nella diversità di opzioni progetti e strumenti, sa individuare ed evidenziare i valori comuni e condivisi, operando in modo rispettoso delle regole comuni;
- il valore fondamentale delle istituzioni, quali espressioni e strumenti dello stato a servizio di tutti i cittadini, vere e proprie garanzie per il rispetto e lo sviluppo della libertà; in questo senso occorre comprendere il carattere “progressivo” della Costituzione, che non si limita ad indicare regole e libertà formali, ma segnala anche la prospettiva di valore verso cui la società deve essere orientata (emblematici gli articoli 2 e 4 della Carta). Ricorda in proposito il card.Bagnasco “La grandezza di quel patto non sta in una sua astratta perfezione, ma nell’averci consentito di andare avanti per una strada buona. Esso diede certezza e sostanza, sin dall’inizio, tanto all’orientamento quanto alla possibilità della riforma e dell’aggiornamento”.
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