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dic 20 2009
I venticinque anni de L'incontro PDF Stampa E-mail
Scritto da Vincenzo D'Urso   
domenica 20 dicembre 2009

 

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Venticinque anni per una qualsiasi opera , nata e fatta durare , senza sovvenzionamenti , consegnata all' entusiastico sostegno di lettori ,  da quelli  affezionati e perseveranti   a quelli occasionali , ai  lettori  abbonati  e sostenitori e anche a quelli che lo attendono e lo leggono senza comprarlo ( con una offerta ) sono tanti . Una  impresa, quella della pubblicazione de L'Incontro,   che è rimasta affidata al generoso volontariato di responsabili e collaboratori, redattori dilettanti o pubblicisti, soggetta a pretese a volte eccessive , a malintese aspettative , a crisi di costanza nell'impegno e nella partecipazione , a ricorrenti defezioni, a critiche in alcuni casi giustificate e in  altri casi ingenerose o interessate  e  che ha coperto una parentesi storica notevole per il nostro paese. Un traguardo che vuole essere anche  un punto di

partenza per un impegno nuovo e generoso al servizio della comunità locale.

Nasceva , quasi come creatura vivente,   a Natale del 1984 il primo numero del nostro periodico portando a maturazione il frutto di un antico fervore ,  tante volte mortificato, attorno al progetto della  realizzazione di un notiziario di vita cittadina riprodotto a stampa.

Con l'editoriale del n. 1 si davano le ragioni della nascita del nostro foglio locale ricorrendo alla citazione di un pensiero di don Milani rivolto ai suoi giovani della scuola di Barbiana: "E' molto utile conoscere che i problemi degli altri sono anche i tuoi . Perché non uscirne insieme?"  

Era questo un invito ad incontrarsi e a comunicare per superare "insensibilità e indifferentismo  che conducono a rinchiudersi in un isolamento  molto pericoloso; un  invito a "trasferire dentro di sé il mondo degli altri , con i problemi, le speranze, le gioie, le esperienze di un ambiente che ci circonda ; ... un mezzo per registrare ciò che avviene , perché sia conosciuto e tramandato ;... un mezzo di cultura calata nel contesto locale, un mezzo di aggregazione di persone e di idee" ( L'Incontro, anno I , n.1,1984).

Alla presentazione di quelle prime intenzioni sono seguite poi verifiche e propositi che hanno puntualizzato in diverse ricorrenze il cammino percorso in questi venticinque anni dalla storia del periodico.

 

"Ed è già un anno ..." era il titolo dell'editoriale del n. 12 , gennaio 1986, dopo dodici mesi di lavoro attorno a quella creatura frutto dell'entusiasmo e dell'impegno dei pionieri dell'impresa .

Dopo un anno di vita L'Incontro registrava diversi e contraddittori segni di positiva accoglienza o di severa critica.

Nei suo confronti venivano manifestate osservazioni critiche quando si scatenavano "tutte le libere interpretazioni dei perché e dei percome del periodico . A cominciare da quelle che lo vedono - si diceva allora - come giornalino-notiziario di parrocchia ( come se questa non sia da identificare con la gran parte della popolazione e non sia capace di aprirsi alla laicità e alla libera iniziativa dell'ambiente); da quelle che lo vedono come filo-clericale , o filo qualche altra cosa , pro o contro qualcuno o qualcosa (non ricordando che le contraddittorie attribuzioni , se mai, elevano al di sopra e al di fuori delle parti); per finire a quelle che lo considerano troppo teorico , o troppo "leggero" e vuoto , o troppo poco di questo e di quell'altro".  copertina-giornale-25-anni.jpg

A tutto questo vanno aggiunte le presunte attribuzioni di proprietà del foglio a questi o a quelli , per fini di rivalsa o di strumentalizzazione personale o di parte (tentazioni che lettori e redattori debbono saper dominare per una effettiva onestà e limpidezza dell'informazione).

Già dopo un anno L'Incontro dovette registrare i risultati di polemiche acerbe e sospettose che avevano "confuso i problemi (di cui si voleva discutere) coi personalismi ( inconsistenti)"

Considerando quegli eventi , si diceva allora, L'Incontro "tutto sommato ha fatto ‘cultura ‘, non quella aulica dei sapienti , degli eruditi, o quella pietrificata di varie epoche storiche , ma quella viva di varie sequenze , quasi come in un film , che descrive una realtà sociale, civile e morale in movimento" (L'Incontro, gennaio 1986).

All'appuntamento del primo anno seguì quello della ricorrenza del decennale ."Dieci anni , e non li dimostra" , affermava il titolo dell'editoriale , con l'aggiunta di un sottotitolo che si poneva l'interrogativo sulla convenienza e sulla opportunità di continuare perseguendo ancora le sue finalità iniziali  oppure "calibrando" in maniera diversa i suoi obiettivi" .

Dal suo primo apparire sulla scena della vita socio-culturale, oltre che economica  della realtà locale, i tempi erano cambiati in maniera rapida e profonda, per questo veniva avvertita "la necessità di rendere attuali, adeguate ai tempi, le finalità originarie" che ne avevano segnato la nascita.

Fondamentalmente però , si diceva, quelle finalità "rimangono valide , sia pure rimanendo (noi redattori) in ascolto per prestare la dovuta attenzione ai suggerimenti, alle sollecitazioni , alle critiche costruttive che fino ad oggi ci sono state rivolte".

Veniva ribadito il carattere particolare del periodico che sarebbe rimasto  "uno strumento di comunicazione e di espressione   al servizio  non di interessi e di mire particolari ma a disposizione della Parrocchia e della più vasta comunità locale e soprattutto al servizio del volontariato, educativo e culturale. Una voce per chi non ha voce " ( L'Incontro, n. 100, gennaio 1994).

 

 

Ed eccoci ora  al traguardo del venticinquesimo anno di vita del nostro periodico.

Sembra utile riprendere una considerazione già espressa nella ricorrenza del primo anniversario quando si affermava che " le esperienze fino ad oggi consumate , come avviene nella vita

 dell'uomo , sono state talvolta consolanti e positive , talaltra negative e deludenti".

Sono state vissute esperienze di iniziale entusiasmo e di ricorrenti pause di stanchezza , di coraggiose riprese e di deludenti fermate o di affievolimento dell'impegno e della partecipazione.

 Il compito però è stato sempre assolto , senza pause  o distrazioni dai fini.

Anche i più affezionati sostenitori e i lettori sono aumentati di numero o si sono ridotti in tempi diversi. Tantissimi i collaboratori che hanno dato il loro prezioso e apprezzato contributo secondo forme, capacità, modi di comunicare i più disparati e personali.

Tanto però è stato fatto da tantissimi.

Nel corso di questi ultimi anni  L'Incontro ha perduto la sua guida iniziale, don Pierino Dattoli, ma ne  ha trovato una nuova, don Marino Cutrone, che crede fermamente nella funzione socio- educativa e culturale del nostro periodico. Il periodico ha cambiato veste e impostazione tipografiche per adeguarsi a diversi e nuovi gusti, a  nuove sensibilità .

Difficile anche  adesso  è la gestione economica che deve fare i conti con la continua crescita dei costi di produzione e di aumento delle spese di distribuzione, specie per le copie in spedizione, (confezionamento in buste di plastica, etichettatura accurata, spedizione in  buste a sacchetto,ecc. ).

A fronte di questi problemi si verifica spesso il calo di vendite e delle distribuzioni ( spedizione) in abbonamento per motivi diversi, compreso quello di voler comunque leggere il periodico ma di non volerlo acquistare ( per offerta).

L'Incontro rimane comunque un punto di riferimento nella realtà socio-culturale di Toritto.

Il rischio che,  per mancanza di mezzi e di collaborazioni,  cessi di esistere a volte appare concreto e reale. Se così sarà  , dopo non   ci si potrà dolere ricorrendo alla considerazione , secondo un luogo comune piuttosto diffuso, che nel nostro paese   " non c'è niente e non si fa niente " .

L'Incontro,  noi ci auguriamo, continuerà ad esistere perché la nostra  Comunità   lo vorrà.

Riprendendo quanto veniva esposto nel suo programma alla celebrazione del suo decimo anniversario, continuerà:

  • "a fare ‘politica'', si diceva già nell'editoriale del  100/ 94 , come presenza e come servizio attraverso l'interpretazione degli eventi e dei valori del vivere sociale. Sarà disimpegnato invece nelle competizioni partitiche  e nelle polemiche che inducono ad esprimere giudizi sommari sulle persone e non aiutano a risolvere i problemi";
  • ad essere "strumento di conoscenza e di espressione non  al servizio di interessi e di mire particolari ma a disposizione della parrocchia ";
  • a  mantenere viva l'attenzione a chi non ha altra prospettiva di farsi ascoltare e alla voce del volontariato caritativo ed educativo;
  • a concorrere a fare informazione e cultura, senza protagonismi personalistici , in spirito di umiltà e di servizio, di verità e di carità ( comprensione e solidarietà).

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A tutti ,  redattori e lettori, va l'augurio di buona prosecuzione dell'opera.

Ai Presidenti - Parroci, don Pierino Dattoli  e don Marino Cutrone, ai direttori responsabili, ai direttori redazionali, ai redattori, ai tecnici, ai disegnatori , a tutti i lettori vicini e lontani, soprattutto agli emigranti sparsi in tutto il mondo, ai sostenitori , a quelli che comunque hanno inviato contributi di scritti e di pensieri e  che continuano ad operare  o vivono presso Dio,  va un  sincero pensiero di riconoscenza e di gratitudine .

 

 


L'articolo è pubblicato sul numero di dicembre 2009 de "l'incontro - periodico di cultura locale fondato da don Pierino Dattoli"

 

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