Venticinque anni per una qualsiasi opera , nata e fatta
durare , senza sovvenzionamenti , consegnata all' entusiastico sostegno di
lettori , da quelli affezionati e perseveranti a quelli occasionali , ai lettori
abbonati e sostenitori e anche a
quelli che lo attendono e lo leggono senza comprarlo ( con una offerta ) sono
tanti . Una impresa, quella della
pubblicazione de L'Incontro, che è
rimasta affidata al generoso volontariato di responsabili e collaboratori,
redattori dilettanti o pubblicisti, soggetta a pretese a volte eccessive , a
malintese aspettative , a crisi di costanza nell'impegno e nella partecipazione
, a ricorrenti defezioni, a critiche in alcuni casi giustificate e in altri casi ingenerose o interessate e che
ha coperto una parentesi storica notevole per il nostro paese. Un traguardo che
vuole essere anche un punto di
partenza
per un impegno nuovo e generoso al servizio della comunità locale.
Nasceva , quasi come creatura vivente, a Natale del 1984 il primo numero del nostro
periodico portando a maturazione il frutto di un antico fervore , tante volte mortificato, attorno al progetto
della realizzazione di un notiziario di
vita cittadina riprodotto a stampa.
Con l'editoriale del n. 1 si davano le ragioni della nascita
del nostro foglio locale ricorrendo alla citazione di un pensiero di don Milani
rivolto ai suoi giovani della scuola di Barbiana: "E' molto utile conoscere che
i problemi degli altri sono anche i tuoi . Perché non uscirne insieme?"
Era questo un invito ad incontrarsi e a comunicare per
superare "insensibilità e indifferentismo che conducono a rinchiudersi in un isolamento molto pericoloso; un invito a "trasferire dentro di sé il mondo
degli altri , con i problemi, le speranze, le gioie, le esperienze di un
ambiente che ci circonda ; ... un mezzo per registrare ciò che avviene , perché
sia conosciuto e tramandato ;... un mezzo di cultura calata nel contesto locale,
un mezzo di aggregazione di persone e di idee" ( L'Incontro, anno I , n.1,1984).
Alla presentazione di
quelle prime intenzioni sono seguite poi verifiche e propositi che hanno
puntualizzato in diverse ricorrenze il cammino percorso in questi venticinque
anni dalla storia del periodico.
"Ed è già un anno ..." era il titolo dell'editoriale del n. 12
, gennaio 1986, dopo dodici mesi di lavoro attorno a quella creatura frutto
dell'entusiasmo e dell'impegno dei pionieri dell'impresa .
Dopo un anno di vita L'Incontro
registrava diversi e contraddittori segni di positiva accoglienza o di severa
critica.
Nei suo confronti venivano manifestate osservazioni critiche
quando si scatenavano "tutte le libere interpretazioni dei perché e dei percome
del periodico . A cominciare da quelle che lo vedono - si diceva allora - come giornalino-notiziario
di parrocchia ( come se questa non sia da identificare con la gran parte della
popolazione e non sia capace di aprirsi alla laicità e alla libera iniziativa
dell'ambiente); da quelle che lo vedono come filo-clericale , o filo qualche altra
cosa , pro o contro qualcuno o qualcosa (non ricordando che le contraddittorie
attribuzioni , se mai, elevano al di sopra e al di fuori delle parti); per
finire a quelle che lo considerano troppo teorico , o troppo "leggero" e vuoto
, o troppo poco di questo e di quell'altro".
A tutto questo vanno aggiunte le presunte attribuzioni di
proprietà del foglio a questi o a quelli , per fini di rivalsa o di
strumentalizzazione personale o di parte (tentazioni che lettori e redattori
debbono saper dominare per una effettiva onestà e limpidezza
dell'informazione).
Già dopo un anno L'Incontro dovette registrare i risultati
di polemiche acerbe e sospettose che avevano "confuso i problemi (di cui si
voleva discutere) coi personalismi ( inconsistenti)"
Considerando quegli eventi , si diceva allora, L'Incontro "tutto sommato ha fatto
‘cultura ‘, non quella aulica dei sapienti , degli eruditi, o quella
pietrificata di varie epoche storiche , ma quella viva di varie sequenze ,
quasi come in un film , che descrive una realtà sociale, civile e morale in
movimento" (L'Incontro, gennaio
1986).
All'appuntamento del primo anno seguì quello della
ricorrenza del decennale ."Dieci anni , e non li dimostra" , affermava il
titolo dell'editoriale , con l'aggiunta di un sottotitolo che si poneva
l'interrogativo sulla convenienza e sulla opportunità di continuare perseguendo
ancora le sue finalità iniziali oppure
"calibrando" in maniera diversa i suoi obiettivi" .
Dal suo primo apparire sulla scena della vita
socio-culturale, oltre che economica della realtà locale, i tempi erano
cambiati in maniera rapida e profonda, per questo veniva avvertita "la
necessità di rendere attuali, adeguate ai tempi, le finalità originarie" che ne
avevano segnato la nascita.
Fondamentalmente però , si diceva, quelle finalità "rimangono valide , sia pure rimanendo (noi redattori) in ascolto per prestare la
dovuta attenzione ai suggerimenti, alle sollecitazioni , alle critiche
costruttive che fino ad oggi ci sono state rivolte".
Veniva ribadito il carattere particolare del periodico che
sarebbe rimasto "uno strumento di
comunicazione e di espressione al servizio non di interessi e di mire particolari ma a
disposizione della Parrocchia e della più vasta comunità locale e soprattutto
al servizio del volontariato, educativo e culturale. Una voce per chi non ha
voce " ( L'Incontro, n. 100, gennaio
1994).
Ed eccoci ora al traguardo del venticinquesimo anno di vita
del nostro periodico.
Sembra utile riprendere una
considerazione già espressa nella ricorrenza del primo anniversario quando si
affermava che " le esperienze fino ad oggi consumate , come avviene nella vita
dell'uomo , sono state talvolta consolanti e
positive , talaltra negative e deludenti".
Sono state vissute esperienze di
iniziale entusiasmo e di ricorrenti pause di stanchezza , di coraggiose riprese
e di deludenti fermate o di affievolimento dell'impegno e della partecipazione.
Il compito però è stato sempre assolto , senza
pause o distrazioni dai fini.
Anche i più affezionati
sostenitori e i lettori sono aumentati di numero o si sono ridotti in tempi
diversi. Tantissimi i collaboratori che hanno dato il loro prezioso e
apprezzato contributo secondo forme, capacità, modi di comunicare i più
disparati e personali.
Tanto però è stato fatto da
tantissimi.
Nel corso di questi ultimi anni L'Incontro
ha perduto la sua guida iniziale, don Pierino Dattoli, ma ne ha trovato una nuova, don Marino Cutrone, che
crede fermamente nella funzione socio- educativa e culturale del nostro periodico.
Il periodico ha cambiato veste e impostazione tipografiche per adeguarsi a
diversi e nuovi gusti, a nuove
sensibilità .
Difficile anche adesso
è la gestione economica che deve fare i conti con la continua crescita
dei costi di produzione e di aumento delle spese di distribuzione, specie per
le copie in spedizione, (confezionamento in buste di
plastica, etichettatura accurata, spedizione in
buste a sacchetto,ecc. ).
A fronte di questi problemi si
verifica spesso il calo di vendite e delle distribuzioni ( spedizione) in
abbonamento per motivi diversi, compreso quello di voler comunque leggere il
periodico ma di non volerlo acquistare ( per offerta).
L'Incontro rimane comunque un
punto di riferimento nella realtà socio-culturale di Toritto.
Il rischio che, per mancanza di mezzi e di collaborazioni, cessi di esistere a volte appare concreto e
reale. Se così sarà , dopo non ci si potrà dolere ricorrendo alla
considerazione , secondo un luogo comune piuttosto diffuso, che nel nostro
paese " non c'è niente e non si fa
niente " .
L'Incontro, noi ci auguriamo, continuerà ad esistere
perché la nostra Comunità lo vorrà.
Riprendendo quanto veniva esposto
nel suo programma alla celebrazione del suo decimo anniversario, continuerà:
- "a fare ‘politica'', si diceva già nell'editoriale
del 100/ 94 , come presenza e come
servizio attraverso l'interpretazione degli eventi e dei valori del vivere
sociale. Sarà disimpegnato invece nelle competizioni partitiche e nelle polemiche che inducono ad esprimere
giudizi sommari sulle persone e non aiutano a risolvere i problemi";
- ad essere "strumento di conoscenza e di espressione
non al servizio di interessi e di
mire particolari ma a disposizione della
parrocchia ";
- a mantenere viva l'attenzione a chi non ha
altra prospettiva di farsi ascoltare e alla voce del volontariato caritativo ed
educativo;
- a concorrere a
fare informazione e cultura, senza protagonismi personalistici , in spirito di
umiltà e di servizio, di verità e di carità ( comprensione e solidarietà).
A tutti , redattori e lettori, va l'augurio di buona
prosecuzione dell'opera.
Ai Presidenti - Parroci, don
Pierino Dattoli e don Marino Cutrone, ai
direttori responsabili, ai direttori redazionali, ai redattori, ai tecnici, ai
disegnatori , a tutti i lettori vicini e lontani, soprattutto agli emigranti
sparsi in tutto il mondo, ai sostenitori , a quelli che comunque hanno inviato
contributi di scritti e di pensieri e
che continuano ad operare o
vivono presso Dio, va un sincero pensiero di riconoscenza e di
gratitudine .
L'articolo è pubblicato sul numero di dicembre 2009 de "l'incontro - periodico di cultura locale fondato da don Pierino Dattoli"
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