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nov 29 2009
L'uomo che fissa le capre PDF Stampa E-mail
Scritto da Angela Fariello   
domenica 29 novembre 2009

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Titolo originale: The man who stared at goats
Regia: Grant Heslov
Attori: George Clooney, Ewan McGregor, Kevin Spacey, Jeff Bridges
Durata: 90 min
Genere: Commedia

 

Bob Wilton (Ewan McGregor), giornalista mediocre, conosce bene il fallimento personale e professionale. Parte per l'Iraq per attirare l'attenzione della moglie che lo ha lasciato più che per trovare un vero scoop. Qui si imbatte in Lyn Cassidy (George Clooney)membro di un corpo segreto delle forze armate americane, l'Esercito Nuova Terra. Una unità di "Jedi", monaci guerrieri, che studiano e sperimentano i poteri paranormali in campo bellico. Musiche per rilassare il nemico, fiori in simbolo di pace, manipolazioni psichice, insomma il "potere dei fiori" contro i classici espedienti di distruzione e morte.  Convinto di poter ottenere un ottimo scoop, Bob segue Lyn nella sua missione, la ricerca di Bill Django (Jeff Bridges), suo mentore e fondatore dell'Esercito Nuova Terra, che ha chiesto il suo aiuto sottoforma di presenza extracorporea.  Il film, che fino a questo punto aveva tutti i caratteri di una spy-story, si trasforma nell'avventura di due uomini nel deserto alla ricerca di una nuova ragione per vivere. Tra rapimenti, vagheggiamenti e dosi di LSD, Bob Wilton scriverà il suo articolo e ristabilirà l'equilibrio nella Forza  rotto da un Kevin Spacey affascinato dal suo lato oscuro sin dagli anni dell'addestramento.

 

«Questa storia è più vera di quanto possiate immaginare» inizia così il film di Grant Heslov. Perché, anche se tutta la storia sembra essere niente altro che il frutto dell'immaginazione del regista, il film è tratto dal libro del giornalista inglese Jon Ronson che racconta gli esperimenti veramente compiuti dal colonnello Jim Channon per conto dell'esercito americano negli anni '70.

I novanta minuti del film sono densi di parodie, new age, giochi linguistici, citazioni e filosofie alla Star Wars. Il cast stellare alterna momenti burleschi e riflessioni profonde, dialoghi acuti e illuminati sulla realtà e sulla politica americana ad esternazioni sul loro essere machi.

Originale e bizzarro, pieno di battute e di situazioni assurde, L'uomo che fissa le capre scorre veloce fra colonnelli hippy, mosse "spaventa e sgomenta" e riferimenti all'Iraq contrassegnando con una certa ironia l'evidente approccio antibellico. Perché, nonostante tutto, questo è un film sostanzialmente d'impegno. Il regista tratta argomenti serissimi con una comicità quasi illogica. Attraverso dialoghi sagaci e la comicità dei suoi attori, Heslov disinnesca la serietà della guerra e dei suoi "corpi speciali", dissacra i monumenti intoccabili della società statunitense: l'autorità e l'esercito. Con il sorriso, L'uomo che fissa le capre ci presenta  un quadro decisamente critico della politica americana.

Il tutto si mescola in una combinazione vincente che fa di questo film una pellicola brillante e piena di ritmo e che alla fine lascia pieno di buoni sentimenti, di allegria e di materiale su cui riflettere. Che altro si può chiedere ad un film?

 


L'articolo è pubblicato sul numero di Novembre 2009 de "l'incontro - periodico di cultura locale fondato da don Pierino Dattoli

 

 

 

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