Titolo originale: The man who stared at goats
Regia: Grant Heslov
Attori: George Clooney, Ewan McGregor, Kevin Spacey, Jeff Bridges
Durata: 90 min
Genere: Commedia
Bob Wilton (Ewan McGregor), giornalista mediocre, conosce bene il
fallimento personale e professionale. Parte per l'Iraq per attirare
l'attenzione della moglie che lo ha lasciato più che per trovare un vero scoop.
Qui si imbatte in Lyn Cassidy (George Clooney)membro di un corpo segreto delle
forze armate americane, l'Esercito Nuova Terra. Una unità di "Jedi", monaci
guerrieri, che studiano e sperimentano i poteri paranormali in campo bellico. Musiche
per rilassare il nemico, fiori in simbolo di pace, manipolazioni psichice,
insomma il "potere dei fiori" contro i classici espedienti di distruzione e
morte.
Convinto
di poter ottenere un ottimo scoop, Bob segue Lyn nella sua missione, la ricerca
di Bill Django (Jeff Bridges), suo mentore e fondatore dell'Esercito Nuova Terra,
che ha chiesto il suo aiuto sottoforma di presenza extracorporea. Il film, che fino a questo punto aveva tutti
i caratteri di una spy-story, si
trasforma nell'avventura di due uomini nel deserto alla ricerca di una nuova
ragione per vivere. Tra rapimenti, vagheggiamenti e dosi di LSD, Bob Wilton
scriverà il suo articolo e ristabilirà l'equilibrio nella Forza rotto da un Kevin Spacey affascinato dal suo
lato oscuro sin dagli anni dell'addestramento.
«Questa storia è più vera di quanto possiate
immaginare» inizia così il film di Grant Heslov. Perché, anche se tutta la
storia sembra essere niente altro che il frutto dell'immaginazione del regista,
il film è tratto dal libro del giornalista inglese Jon Ronson che racconta gli
esperimenti veramente compiuti dal colonnello Jim Channon per conto
dell'esercito americano negli anni '70.
I novanta
minuti del film sono densi di parodie, new age, giochi linguistici, citazioni e
filosofie alla Star Wars. Il cast stellare alterna momenti burleschi e
riflessioni profonde, dialoghi acuti e illuminati sulla realtà e sulla politica
americana ad esternazioni sul loro essere machi.
Originale
e bizzarro, pieno di battute e di situazioni assurde, L'uomo che fissa le capre scorre veloce fra colonnelli hippy, mosse
"spaventa e sgomenta" e riferimenti all'Iraq contrassegnando con una certa
ironia l'evidente approccio antibellico. Perché, nonostante tutto, questo è un
film sostanzialmente d'impegno. Il regista tratta argomenti serissimi con una
comicità quasi illogica. Attraverso dialoghi sagaci e la comicità dei suoi
attori, Heslov disinnesca la serietà della guerra e dei suoi "corpi speciali",
dissacra i monumenti intoccabili della società statunitense: l'autorità e
l'esercito. Con il sorriso, L'uomo che
fissa le capre ci presenta un quadro
decisamente critico della politica americana.
Il tutto
si mescola in una combinazione vincente che fa di questo film una pellicola
brillante e piena di ritmo e che alla fine lascia pieno di buoni sentimenti, di
allegria e di materiale su cui riflettere. Che altro si può chiedere ad un
film?
L'articolo è pubblicato sul numero di Novembre 2009 de "l'incontro - periodico di cultura locale fondato da don Pierino Dattoli
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