Lettera alla comunità parrocchiale di "San Nicola" in Toritto a conclusione della visita pastorale
(23-26 ottobre 2008)
Carissimi don Marino,
don Giovanni, don Ciccio, Padre Angelo;
carissimi diaconi Rocco e Donato
e voi tutti fratelli e sorelle,
la vostra
parrocchia esprime in modo suggestivo quell'immagine del "popolo di Dio" in
cammino verso la salvezza che ci ha donato il Concilio Vaticano II. Un popolo
che vive in un territorio e si compone di giovani e anziani, adulti e bambini,
uomini e donne, intellettuali, agricoltori, artigiani e così via.
1. In
ascolto del Signore e dei segni dei tempi
In
controtendenza, vive positivamente l' «apertura alla vita» con una natalità in
crescita. È un segno "segno dei tempi torittesi" molto positivo che si apre ad
un futuro pieno di speranza. L'amore alla vita affonda le sue radici nell'esperienza
cristiana che non da oggi "informa" tutta la bella comunità di Toritto.
Ciò è
possibile se una comunità ecclesiale è realmente raggiunta dalla parola del
Vangelo, se il mistero della carità è celebrato con gioia nella liturgia.
Allora l'annuncio evangelico non può non continuare nella testimonianza della
vita.
E alla
storia e alla tradizione di questa comunità parrocchiale che la formazione
cristiana deve attingere sempre nuova linfa.
Ecco perché
è ancora viva nella memoria comunitaria la testimonianza sacerdotale dei
parroci del ‘900: don Rocco Scarangella (1911-1953), don Giuseppe Servidio
(1953-1977), don Giovanni Paccione (1977-1984) e don Pierino Dattoli
(1984-2002).
Le stesse strutture
pastorali, caritative ed educative, devono molto, fra gli altri, a don
Salvatore D'Innocenzo (ha donato i suoi beni per la costruzione del Centro
Parrocchiale - Oratorio San Nicola), a don Giuseppe Paccione (la sede della
Caritas), a Suor Maria Crocifissa, Ancella del Santuario (l'Istituto San
Giuseppe), ai fondatori, laici e sacerdoti, dalla Casa della Carità "San
Vincenzo de' Paoli), che coniuga l'attenzione agli anziani con la cura dei
piccoli nella scuola materna, avvalendosi anche del servizio delle suore Figlie
di Maria Madre della Misericordia.
Toritto non
si potrebbe comprendere oggi, senza questi riferimenti che hanno determinato la
sua storia ecclesiale e civile.
2. Considerazioni sulla vita della
comunità
La sintesi
tra annuncio, vita sacramentale e carità ha una tradizione che passa anche attraverso le confraternite e le
feste patronali (mi complimento per la scelta di un comitato feste unico e per
la peculiarità del carro trionfale per la "festa grande").
Anche la
cura pastorale di Quasano, che ha visto il restauro e la consacrazione della
Chiesa, è in armonia con il cammino parrocchiale.
Il parroco
don Marino Cutrone sembra rispondere provvidenzialmente al disegno del Signore
di attuare nel modo più efficace quella "sintesi pastorale" che
esprime il senso più profondo della scelta mistagogica.
Quello che
voi vivete è, di fatto, mistagogia, ingresso nel mistero di Cristo attraverso
l'unità formativa (catechesi unica per giovani e adulti), le celebrazioni
domenicali in particolare, la cui partecipazione mi sembra superi il 30%, la
carità e l'attenzione alle vicende della vita dei torittesi. Anzi, l'incontro
con il mondo agricolo, frantoi ano, artigianale, mi ha permesso di suggerire
l'allargamento della esperienza ecclesiale anche alle realtà produttive, le
quali devono, attraverso la cooperazione nelle sue varie forme, superare
quell'individualismo che tanti danni provoca al nostro Sud.
L'incontro
con il Consiglio Pastorale Parrocchiale e con le confraternite, i gruppi, i
movimenti e le associazioni mi hanno permesso di raccogliere la ricchezza di
doni e carismi esistenti nella comunità.
Anche il
ministero del Diaconato, il ministero istituito dell'Accolitato e del
Lettorato, il ministero straordinario dalla Santa Comunione manifestano tale
ricchezza.
La comunità
parrocchiale è composta da una pluralità di gruppi:
- di preghiera;
- con finalità educative e
culturali;
- con finalità caritative, con
attenzione alla liturgia e alla pietà popolare.
Vorrei
notare che tutti si devono sentire partecipi della "casa comune" che
è la parrocchia, anche coloro che non fanno parte di un gruppo specifico.
I doni del
Signore si riversano nella comunità attraverso
strade talvolta nascoste, ma non meno preziose. Basti far riferimento agli
ammalati, agli anziani, ai piccoli. Sono essi, accanto a tante persone
semplici, le quali non hanno un compito "esplicito" nella parrocchia,
che rappresentano spesso una autentica "riserva di grazia". Tutti
possono e devono far sentire la loro voce. È stato questo il significato
dell'assemblea parrocchiale che abbiamo vissuto in Chiesa durante la visita
pastorale.
Ogni
tentazione di frammentazione deve essere decisamente contrastata.
Vorrei
sottolineare ancora la presenza di tanti piccoli. Li ho incontrati prima con i
genitori e i catechisti, poi a scuola con gli insegnanti, domenica durante la
Santa Messa. Attenzione specifica dedicano loro i catechisti, gli animatori
della liturgia, l'A.C.R., il circolo ANSPI, l'Associazione San Girolamo
Emiliani, che ha raccolto la preziosa eredità lasciata dai Padri Somaschi. Si
lavora insieme sinergicamente e in armonia con le iniziative sociali. Questo
lavoro "in rete" si esprime attraverso l'impegno "all in - all
out", che vede tutti i centri educativi protesi verso coloro che non
vivono la vita parrocchiale. Anche quil, la collaborazione con le istituzioni
civili è preziosa.
3. Indicazioni pastorali
Non
dimentichiamo che l'esigenza di fondo è l'incremento degli educatori, di coloro
che spendono il loro tempo, le loro energie di mente, di cuore, di fede, per le
nuove generazioni. Sarà così più facile allentare il rischio di tentazioni
facili che il mondo della criminalità e della droga offrono, purtroppo anche a
Toritto.
Mi
complimento per i «buoni rapporti di stima e rispetto reciproco e profonda
collaborazione - come avete detto nella relaizone- con il Sindaco e l'intera
Amministrazione Comunale». Ringrazio per l'accoglienza e l'attenzione riservate
dalle autorità civili al vescovo in questi giorni.
Esprimete
gli aspetti positivi di una comunità locale ancora sostanziata di spirito
cristiano. Anche la vostra generosità, alla quale si accompagna quella degli
emigrati, manifesta l'attaccamento affettivo ed effettivo alla vostra
cittadina. Non cade mai nel vuoto l'appello per qualsiasi iniziativa che
riguarda la comunità. È proprio vero che «exempla trahunt», gli esempi
trascinano. Mi permetto di suggerire una maggiore attenzione alle necessità
della vita ordinaria della parrocchia e della Casa della Carità. Bisogna guardare
al futuro. Anche le più belle istituzioni e iniziative richiedono una gestione ordinaria
"tranquilla" perché sfidino il tempo e non rischino l'estinzione. È
compito specifico del Co nsiglio Parrocchiale per gli Affari Economici e del
Consiglio di Amministrazione della Casa della Carità studiare i metodi più
opportuni per assicurare una stabilità amministrativa anche per il futuro.
La vostra
chiesa diviene sempre più bella. L'amore, l'attenzione, la sensibilità di don
Marino contribuiscono non poco.
Come ho
detto ai giovani nel bellissimo incontro che ho avuto con loro, è opportuno che
la vostra esperienza "mistagogica" venga proposta oltre i confini
della vostra parrocchia. Si potranno studiare i modi per offrire attraverso un
opuscolo e le indicazioni che ispirano il vostro itinerario. Ciò vale anche per
la collaborazione a livello vicariale.
4. Con lo sguardo rivolto al
futuro
Ho gioito
interiormente nel riscontrare i molteplici frutti che la grazia del Signore ha
fatto maturare nella vostra comunità. Con questa mia lettera ho inteso farvi
partecipi dei miei sentimenti e comunicarvi il mio più vivo compiacimento perché,
come dice l'apostolo Paolo, mi sento «collaboratore della vostra gioia» (2Cor
1, 24).
Guardate con
speranza al futuro. Il Signore vi benedica e renda ancora più fecondo il vostro
impegno.
+ Francesco Cacucci
Arcivescovo di
Bari- Bitonto
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