Un "Figaro" serial killer
Titolo: Sweeney Todd - il diabolico barbiere di Fleet Street
Genere: Musical
Regia: Tim Burton
Attori: Jhonny Deep, Helena Bonham Carter, Alan Rickman
Anno: 2008
Questi sono tempi disperati e bisogna ricorrere a disperati rimedi!
Un libro misterioso di epoca vittoriana diventato poi un best-seller. Uno dei più grandi successi nei teatri di Broadway negli anni Settanta. Oggi un film di Tim Burton e del suo attore preferito, Johnny Deep (per la sesta volta al suo fianco). Johnny Deep, abbandonati i prati impeccabili, le siepi a forma di animale, le fantasiose acconciature delle massaie e una provincia americana color pastello di Edward mani di forbice, riprende in mano le lame per tagliare gole cantando.
Sweeney Todd- il diabolico barbiere di Fleet Street è la versione, un po' romanzata, di una storia che ha davvero sconvolto l'Inghilterra vittoriana. Tornato nella sua Londra dopo quindici anni di ingiusta prigionia Sweeney Todd, al secolo Benjamin Barker, vuole riparare i torti subiti e colpire il giudice che lo rinchiuse, provocò la morte della moglie rendendo sua prigioniera la figlia. È a questo punto che si inizia a parlare, o meglio a cantare, di vendetta. In attesa di vendicarsi del giudice Turpin, Todd apre un salone da barbiere sopra la locanda di Mrs Lovett, dove si mangiano i peggiori pasticci di carne di Londra. È qui che taglia le gole dei tanti clienti che si avvicendano ignari sotto il suo rasoio e che diventeranno l'ingrediente principale dei pasticci della signora Lovett.
Una storia terribile, dunque, il nuovo film del regista Tim Burton ricavata dal musical di Stephen Sondheim e Hugh Wheeler (gli attori alternano il canto alla parola).
La favola nera di Burton è ambientata nelle stradine di una Londra putrida, misera e lustra di pioggia come mai, ricca solo di obbrobri e prepotenze (al confronto quella di Oliver Twist sembra Disneyland). Una città praticamente in bianco e nero, chiazzata di sangue, splendidamente ricostruita col nerofumo da Dante Ferretti (premio Oscar per le scenografie), che contrasta con i colori tenui e delicati dei ricordi del protagonista e con i sogni di Nellie Lovett. Il film si apre proprio con un inno alla capitale britannica - Ho visto il mondo ma non ho mai visto nulla come Londra - cantano sia il marinaio idealista che sogna le luci della grande città, sia il barbiere che torna per fare vendetta. È un universo fiabesco attraversato, però, dall'orrore, popolato di fantasmi, bagnato dal sangue che zampilla e che diventa teatro della crudeltà dell'uomo.
Con questo musical Tim Burton ci regala il primo vero horror/splatter della sua carriera. Ma non si può negare che il tutto è reso con una amalgama perfetta: tragicità, passione, dolore, horror, amaro umorismo e perfino tenerezza che investe, oltre ai due innamorati, perfino il barbiere maledetto e la perfida Nellie. Si può quasi definire il film come un puro distillato di Tim Burton: ci sono le atmosfere cupe di Nightmare Before Christmas e de Il mistero di Sleepy Hollow, c'è la musa Helena Bonham Carter che ricorda La sposa cadavere diventata umana, con la pelle bianchissima e le orbite incavate dal trucco pesante. E c'è il suo attore-feticcio, Johnny Depp, che riprende a cantare dopo la parte musicale della Fabbrica di cioccolato. Un solo momento davvero comico: l'apparizione di Sacha Baron Cohen, barbiere italiano, pieno di sé e ricattatore, inventore dell'Elisir Pirelli che fa crescere i capelli.
Musica meravigliosa e tutti gli attori, compresi i complici Helena Bonham Carter e Depp, cantano benissimo nonostante non siano dei professionisti.
L'articolo è pubblicato sul numero di marzo 2008 de "l'incontro - periodico di cultura locale fondato da don Pierino Dattoli -"
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